Il ruolo della ristorazione scolastica dopo il ritorno tra i banchi

Set 6, 2021

L’apertura imminente delle scuole riporta in primo piano l’importanza della ristorazione scolastica sia per il ruolo che svolge nell’educazione alimentare dei bambini e dei ragazzi sia per il contributo che fornisce nel mantenimento di uno stato di benessere fisico e mentale dei soggetti che ne beneficiano.
In questo articolo prenderemo in considerazione sia gli obiettivi che annualmente un buon sistema di ristorazione scolastica si deve prefissare, sia i mezzi, quindi prodotti alimentari e menù, con cui può raggiungerli.

Ristorazione scolastica: quali sono i punti di riferimento per un piano alimentare equilibrato

Ogni anno, migliaia di ragazzi necessitano di un pasto da consumare in pausa pranzo e, in alcuni casi, anche in orario di cena. Da questa esigenza nascono piani alimentari studiati da esperti e calibrati in base ai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana), tabelle nazionali, fornite dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana, essenziali per la pianificazione nutrizionale). A questo si aggiungono i documenti SINU, consultabili liberamente e utili anch’essi per programmare un piano alimentare equilibrato.

Il Ministero della Salute fornisce una guida chiara e liberamente accessibile. Qui vengono elencati:

  • apporti raccomandati di energia, in termini di kcal, e di nutrienti;
  • aspetti nutrizionali che spaziano dai menù, dall’igiene e arrivano fino alle diete speciali e agli aspetti interculturali da prendere in considerazione;

L’offerta alimentare di Ragis è nel rispetto di questi parametri e, di conseguenza, lavora positivamente nel raggiungimento degli obiettivi elencati nei seguenti paragrafi. Inoltre, Ragis propone un’ampia gamma di alimenti anche con l’obiettivo di evitare l’insorgere di problemi legati alla salute dei singoli come la malnutrizione.

Ristorazione scolastica: obiettivi

Dati i parametri specifici definiti dagli enti sopra elencati, gli obiettivi della ristorazione scolastica rimangano pressoché invariati negli anni:

  • Promuovere un’educazione alimentare in quanto costituisce uno dei tasselli fondamentali nella vita di ciascuno per raggiungere uno stato di salute e benessere fisico e mentale;
  • Educare al valore e alla qualità del cibo, attraverso porzioni equilibrate e prodotti provenienti da una filiera alimentare controllata;
  • Proporre piatti e sapori tra loro differenti per favorire un approccio corretto all’alimentazione e l’assunzione di tutti i nutrienti;
  • Incoraggiare momenti di relazione;

Prodotti alimentari per la ristorazione scolastica

A scuola i bambini imparano anche a stare a tavola, ad apprezzare sapori nuovi e, più in generale, quello che gli viene presentato giornalmente nel piatto.
Per questo motivo è importante proporre dei menù non casuali: devono essere ripensati ogni 4/5 settimane e devono essere sempre in relazione con il periodo dell’anno in cui vengono proposti (per seguire al meglio la stagionalità degli alimenti).

ragis e ristorazione scolastica

Gli alimenti da introdurre nei menù devono fornire i nutrienti secondo le misure indicate nei LARN e devono soddisfare le richieste di ciascun studente: ci saranno quindi più opzioni all’interno di uno stesso piano alimentare. Quindi, si includeranno sempre delle opzioni free from, vegetariane, vegane, …

Nello specifico le porzioni indicative da seguire sono le seguenti:

  • Frutta e vegetali: una porzione di ciascuno tutti i giorni;
  • Cereali (pasta, riso, orzo, mais…) o pane: Una porzione tutti i giorni;
  • Legumi (anche come piatto unico se associati a cereali): 1 o due volte a settimana;
  • Patate: non sono per forza da includere nel menù di tutte le settimane;
  • Carni: una volta, massimo tre, a settimana;
  • Pesce: lo stesso discorso della carne vale per il pesce;
  • Uova: uno a setttimana;
  • Formaggi: può essere tranquillamente incluso due volte al mese;
  • Salumi: una volta a settimana;
  • Piatto unico (per esempio, la pizza o le lasagne): una volta al mese;

Chiaramente queste sono linee indicative, perché sono da tenere in considerazione: gli aspetti culturali, le intolleranze alimentari o le allergie alimentari.

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