Ristorazione ospedaliera: abitudini alimentari corrette

Ago 13, 2021

Nell’ambito della ristorazione collettiva, sia la ristorazione ospedaliera che quella scolastica giocano un ruolo primario nell’educazione alimentare. Il Ministero della Salute si è pronunciato più volte a riguardo, fornendo anche delle Linee di indirizzo nazionale da seguire o comunque da tenere come punto di riferimento. Questo perché, soprattutto negli ultimi anni, è sempre più evidente come l’adozione di corrette abitudini alimentari possa favorire la salute negli individui e prevenire l’insorgere o la progressione di patologie cronico-degenerative.

In questo articolo verranno elencati gli obiettivi e l’organizzazione generale della ristorazione ospedaliera.

Ristorazione ospedaliera in Italia, le premesse e gli obiettivi

In Italia, la ristorazione collettiva occupa circa il 50% dell’intero comparto alimentare, andando quindi a interessare quotidianamente una fetta rilevante della popolazione. Gli obiettivi che quindi si vedranno partono sia da questa premessa, ma anche dal fatto che molti soggetti sono interessati da malnutrizione. Lo ricordiamo, esistono due tipologie di malnutrizione: la prima è la malnutrizione per eccesso, prevalente nei paesi ricchi, conseguente a uno sbilanciamento tra introito energetico e calorie consumate; la seconda è la malnutrizione per difetto, prevalente dei paesi poveri, è caratterizzata da una diminuzione prolungata di uno o più nutrienti. Entrambe queste due forme di malnutrizione devono essere prese in considerazione dalla ristorazione collettiva, che ha il compito di contrastarle tramite piani alimentari bilanciati e conformi alle condizioni dei soggetti che la ricevono.

Su queste basi, le linee di indirizzo sottolineano gli obiettivi della ristorazione ospedaliera: riuscire a rispettare i gusti e le aspettative degli utenti, riuscendo, o quantomeno spendendo energie, perché lo stato di salute della popolazione migliori.
Il secondo obiettivo è quello di essere costante e un punto di riferimento per chi ne usufruisce.

 

Ristorazione ospedaliera, la proposta alimentare

Ora che è stato evidenziato quanto la ristorazione ospedaliera possa avere un ruolo determinante nella cura e nella prevenzione delle malattie, si deduce che quando si andrà a strutturare un menù ospedaliero dovranno essere due i nodi principali da non tralasciare:

  • proposte alimentari strutturate in maniera tale da assicurare un’ottimale qualità sensoriale;
  • il servizio complessivo di ristorazione collettiva dovrà raggiungere un livello ottimale anche in termini di qualità nutrizionale;

I pasti proposti devono poi garantire altri requisiti

  • food safety, sicurezza igienico microbiologica;
  • food security, apporto di energia e nutrienti adeguato alle esigenze dell’utente;

Una volta fissati e rispettati tutti questi parametri non rimane che sviluppare un menù. Di solito gli alimenti più quotati sono quelli inclusi nella dieta mediterranea. Quest’ultima risulta essere il modello di alimentazione più efficace e uno tra i più studiati, soprattutto nella prevenzione dell’obesità e delle malattie croniche trasmissibili.

ragis e prodotti alimentari per la ristorazione collettiva e ristorazione ospedalieraPer dieta mediterranea si intende un’alimentazione a piramide i cui alimenti alla base, cereali, frutta e verdura, sono da consumare quotidianamente, mentre gli alimenti che si trovano progredendo verso la cima sono da assumere con più moderazione. Questa tipologia di dieta è varia, tanto che non vengono esclusi particolari alimenti. Dalla carne rossa al pesce fino ai legumi, tutti i nutrienti sono inclusi e bilanciati.

 

Ristorazione ospedaliera, la scelta dei prodotti alimentari

Perché i benefici siano ancora più evidenti è consigliabile scegliere prodotti di qualità e provenienti da una filiera alimentare controllata. Nello specifico, i prodotti Ragis sono stati studiati per rispondere a criteri precisi di qualità e convenienza. In questo senso, i prodotti Ragis vengono sottoposti a un riesame periodico funzionale a un continuo miglioramento. Inoltre, aldilà del prodotto in sé, vengono prese in considerazione anche tematiche relative alla gestione dei rifiuti, delle acque di scarto e del risparmio energetico: gli alimenti non sono più quindi solo studiati in funzione del benessere dell’individuo, ma anche dell’intero ecosistema.

 

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