Ristorazione collettiva: prodotti alimentari bio e free from 

Set 22, 2021

Il settore della ristorazione collettiva risponde costantemente alle esigenze di chi ne usufruisce, motivo per cui risulta fondamentale costruire un menù vario e capace di soddisfare plurime e differenti richieste. Da qui, l’inclusione di prodotti alimentari biologici e free from.

Ristorazione collettiva: quali prodotti prediligere 

Le portate di ogni menù, soprattutto nella ristorazione collettiva, devono essere pensate in relazione alla clientela cui ci si rivolge. Per questo, non si può pensare di realizzare un menù completo prescindendo dalle varie e specifiche esigenze alimentari esistenti. Così, dopo una breve indagine sulle richieste alimentari del proprio pubblico, si realizzeranno diversi piani alimentari: da quelli free from, come quelli senza lattosio e senza glutine, a quelli biologici.

Nella realizzazione di un piano alimentare, è poi utile richiedere il consiglio degli esperti.

A questo punto, potrebbe sorgere naturale chiedersi quali criteri prediligere per avere una certezza quasi assoluta sulla qualità degli alimenti scelti. Di norma, i primi parametri da rispettare e a cui rivolgere la propria attenzione sono: la stagionalità, le certificazioni, la filiera alimentare e il controllo qualità a cui ogni prodotto viene sottoposto nei vari step di produzione.

prodotti alimentari da filiera controllata

Per la stagionalità, è vero che a livello nazionale ci sono prodotti alimentari che ci sono naturalmente solo in alcuni periodi dell’anno. Tuttavia, non sempre si è certi sulle mensilità migliori in cui acquistarli o proporli, per questo è utile affidarsi a delle tabelle apposite o ai propri fornitori.

Le certificazioni alimentari servono per garantire in modo oggettivo che gli alimenti proposti sono biologici, senza glutine e così via. Nel nostro paese esistono svariate certificazioni, alcune obbligatorie, altre volontarie. Nel paragrafo successivo si vedrà questo argomento con maggiore precisione.

Prodotti alimentari per la ristorazione: certificazioni e qualità

 Come detto precedentemente, accanto alle certificazioni obbligatorie ci sono anche certificazioni volontarie. Per questo, può essere utile catalogare le principali categorie di certificazione e ISO a disposizione delle varie aziende alimentari.
Nella classificazione proposta qui di seguito, si terrà conto della differenza di certificazione di prodotto (funzionale a valorizzare il prodotto) e certificazione di processo (funzionale per valorizzare uno o più passaggi della filiera).

  1. Di seguito, alcune certificazioni di processo:
    • Certificazione obbligatoria HACCP: obbligatoria per legge, è una tutela indiscutibile per il consumatore, per quanto riguarda le misure di igiene e prevenzione adottate nei loro confronti;
    • Norme ISO: garantiscono la qualità da parte di un’azienda alimentare e definiscono cibo sano e nutriente;
  1. Di seguito, alcune certificazioni di prodotto:
    • NO OGM: alimento privo di organismi geneticamente modificati;
    • Agricoltura Biologica: metodo agricolo volto a produrre alimenti con sostanze e processi naturali. Questo significa che tende ad avere un impatto ambientale limitato;
    • DOP, IGP, STG: Denominazione di Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografica Tipica (IGP) o Specialità Tradizionale Garantita;

Ragis è impegnata nella fornitura di prodotti alimentari che non solo rispettino il benessere del consumatore, ma anche quello dell’ambiente che lo circonda e di tutta la filiera alimentare. Per questo vanta diverse certificazioni di prodotto, oltre che le classiche certificazioni obbligatorie di produzione: ISO 9001, ISO 2001, ISO 2005 e certificato di produzione biologica.

prodotti-alimentari_ristorazione-collettiva


Perché inserire prodotti alimentari BIO e free from nel menù 

 Le certificazioni alimentari sono fondamentali per le aziende alimentari che vogliono diventare fornitrici della GDO (Grande distribuzione organizzata). Tuttavia, avvalersi di certificazioni o di prodotti alimentari biologici/free from sarà utile anche per raggiungere i seguenti punti:

  • proporre un menù vario e versatile;
  • soddisfare più necessità, soprattutto nella ristorazione collettiva. In questo modo, si fidelizzerà con maggiore facilità un numero importante di consumatori;
  • avere un numero ampio di clienti fidelizzati aumenterà la reputazione del proprio servizio. In fondo nel settore della ristorazione, soddisfare i clienti con il proprio menù, è uno dei principali modi per prendersene cura.
  • aumenta la credibilità e la voglia di usufruire dei piatti proposti;
  • efficienza pratica: più i prodotti sono di qualità, meno problemi ci saranno nella loro gestione.

 

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